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Riproduzione pappagallino barrato Stampa E-mail
Scritto da ilBarrato   
barrato_fhg1 I Pappagallini Barrati sono uccelli molto adatti alla vita in cattività, in alloggio o all’esterno,arrivando a riprodursi senza grossi problemi. Bisogna però seguire alcune semplici indicazioni per ottenere risultati soddisfacenti.

La riproduzione del pappagallino barrato.
articolo tratto da ilBarrato, sito completamente dedicato a tale specie.
Si ringrazia Giovanni autore dell'articolo e webmaster per aver concesso la pubblicazione.

Innanzitutto va ricordato che la riproduzione in natura non è strettamente legata alla stagione, tanto meno alla luce, bensì alla disponibilità abbondante di cibo: questo fa sì che molti pappagalli si riproducano in qualsiasi mese dell'anno. In cattività quindi, essendo il cibo sempre abbondante, questi psittacidi possono riprodursi tutti i 12 mesi, ma è comunque molto consigliato non superare le tre cove nell’arco dell’anno.

I Barrati possono essere allevati in colonia in voliere o a coppie in gabbie più piccole.

 

L'allevamento in colonia

0colonia

Questi pappagallini sono socievoli e gregari. In natura vivono in colonie di circa 20 soggetti nel periodo riproduttivo e in gruppi di 100 esemplari nel resto dell’anno. Bisogna possedere una voliera abbastanza grande per poter ospitare numerose coppie, ma bisogna fare attenzione che il numero delle femmine non superi quello dei maschi, perché, come in quasi tutte le specie di psittacidi, durante il periodo riproduttivo le femmine diventano molto aggressive e si rischiano gravi liti, facilmente evitabili. Il numero dei nidi nella voliera deve essere doppio rispetto alle coppie e si consiglia di collocarli in luoghi molto diversi tra loro, per far si che ogni coppia possa scegliere il posto che più gli aggrada.
Questo tipo di allevamento può dare molte soddisfazioni, ma in questo modo non si ha nessuna certezza sulla paternità dei novelli, fatto impensabile in caso di allevamento per selezionare soggetti per mostre e gare.

 

 

L'allevamento a coppie

coppiaSoggetti di 2256fede
Con questo tipo di allevamento si possono perseguire fini selettivi e si ha un maggior probabilità di successo nella riproduzione, in quanto la coppia non verrà disturbata dagl’altri coinquilini della voliera. Si utilizzano le gabbie da cova (minimo 60x40x50 cm). Il Bolborhynchus Lineola è un animale monogamo: la coppia instaurerà un rapporto che durerà per tutta la vita. Con il passare degl’anni, l’affiatamento tra i due soggetti aumenterà, fattore fondamentale per un ottima riproduzione.


I riproduttori

La scelta dei riproduttori è molto importante. Il dimorfismo sessuale è riconoscibile da occhi esperti per via della barratura e della tonalità delle penne centrali delle timoniere. Nei maschi questa barratura assume toni più scuri, colorando di nero, per quasi la totalità, la timoniera centrale. Nelle femmine, invece, le barrature saranno più deboli e la timoniera centrale sarà scura solo nella parte finale o addirittura completamente assente. Questo metodo è da escludersi per le varietà Lutina e Cremina, poiché i soggetti non presentano barrature sul corpo.
Ciò nonostante non basta fidarsi di questa semplice distinzione, e in alcuni casi occorre ricorrere al sessaggio tramite DNA.
I Barrati raggiungono la maturità sessuale intorno ai nove mesi per le femmine e dodici mesi per i maschi, per questo è consigliato accoppiarli dopo l’anno di età. Accoppiarli prima sarebbe molto dannoso per la loro salute e soprattutto per il loro sviluppo fisico.
Ovviamente la salute dei riproduttori è di fondamentale importanza e bisogna escludere dalla riproduzione anche quei soggetti che hanno avuto malattie infettive delle quali potrebbero essere portatori sani.
Si procederà quindi all’unire i due esemplari all’interno della gabbia, avendo magari l’accortezza di fargli trascorrere qualche giorno separati da una griglia, in modo che possano osservarsi e conoscere, evitando liti improvvise.

Il nido

In commercio si trovano dei nidi in legno a cassetta, meglio se a sviluppo orizzontale, con un setto che separa la camera di cova dalla zona di entrata. Ciò sarà molto importante nel momento in cui la femmina in cova, entrando nel nido, non finisca subito sopra le uova, rischiando di romperle. Le dimensioni minime sono 26 x 15 x 15 cm.
Il coperchio deve essere apribile per permettere le ispezioni al suo interno
I Bolborhynchus L. necessitano di uno strato di fondo nel nido che può essere della semplice segatura o fieno, posti direttamente all’interno o dei rametti di salice, messi in fondo alla gabbia o appesi, in modo che il pappagallino li possa trasportare all’interno del nido creando l’imbottitura.

L'inizio delle cove

L’inizio della stagione riproduttiva avviene tra fine marzo e inizio aprile e si protrae finché le temperature estive consentono una vita rilassata ai soggetti.

Inizio delle cove per i soggetti da mostra

Gli allevatori che sono usi partecipare alle mostre ornitologiche con i loro soggetti si vedono costretti ad anticipare l'inizio delle cove nel periodo ottobrenovembre per ottenere dei soggetti dallo sviluppo corporeo completo e quindi competitivi. I Barrati  infatti hanno uno sviluppo piuttosto lento e, se nati in primavera, nel periodo delle mostre hanno appena 6-8 mesi e difficilmente hanno già raggiunto uno sviluppo e la muta completa.

L'accoppiamento

accop Soggetti di Gio

Per stabilire se i riproduttori sono pronti conviene attenersi all' osservazione dei loro comportamenti. La femmina visita sempre più frequentemente il nido dando gli ultimi aggiustamenti con il becco al foro di entrata. Il maschio invece si dimostra sempre più irrequieto e incomincia a fare le danze di corteggiamento, emettendo suoni particolari, simili a piccoli schiocchi. Durante il corteggiamento il cicaleccio aumenta di intensità.
Al culmine dell'eccitazione avviene l'accoppiamento vero e proprio, che vede il maschio avvicinarsi alla femmina e piegare la coda in modo da raggiungere la cloaca. Con alcune acrobazie avviene l’accoppiamento che dura qualche secondo e viene ripetuto numerose volte.

La deposizione

Come abbiamo visto, la femmina ispeziona subito il nido e le sue visite si fanno sempre più frequenti con l'avvicinarsi del momento della deposizione, che avviene generalmente nel pomeriggio.
Nei giorni precedenti alla deposizione si nota un rigonfiamento nel ventre della femmina: l'uovo è pronto per essere espulso.

gonfio Soggetto di Gio

Le uova sono bianche e rotonde, 22 mm X 18 mm e vengono deposte a giorni alterni; il loro numero varia da 2 a 9, con una media di 4 uova per covata.

Inizio della deposizione

A una settimana dall' accoppiamento avviene di norma la deposizione del primo uovo. Alcune femmine, soprattutto le giovani alla prima deposizione, possono ritardare fino a tre settimane, termine oltre il quale è evidente che qualche cosa non va per il verso giusto.

Deposizione del primo uovo

L'imminenza della deposizione si rende evidente dalla presenza sul fondo della gabbia di escrementi molto voluminosi e liquidi, dovuti al fatto che la femmina non defeca nel nido, ma accumula gli escrementi nella cloaca liberandosene nelle brevi uscite quotidiane.

La cova

L'incubazione inizia dopo circa tre giorni dalla deposizione del primo uovo e dura in media 21-22 giorni. Questo compito è alternato da entrambi i genitori. Durante tutto il periodo dell’incubazione la femmina gira le uova per far sì che lo sviluppo embrionale sia regolare.

La schiusa

nato Soggetto di Gio

Alla nascita i pappagallini hanno un leggero piumino e hanno gli occhi chiusi. Sono molto sensibili agli sbalzi termici e vanno maneggiati il meno possibile, anche per non innervosire la femmina.
I maschi dei Pappagallini Barrati sono buoni padri e molti partecipano attivamente all’allevamento dei pulli. Le femmine intente nella cova o nell'allevamento della prole risultano talmente docili da lasciarsi prendere in mano e spostare per le ispezioni della nidiata. I piccoli nascono ricoperti da una peluria e un piumino grigi se geneticamente verdi o mutazioni tendenti allo scuro, con piumino e pelle più chiari se diluizioni di colore.
La femmina per il primo periodo non abbandonerà mai il nido se non per qualche giro al tramonto e per i bisogni. Il maschio si occuperà di alimentarla.
I pulli usciranno dal nido a partire dalla quarta quinta settimana di vita, e lo svezzamento si concluderà al massimo con le otto settimane di vita.

CITES    Il Pappagallino Barrato è soggetto a Cites, appendice II.

 

Per approfondimenti sulle direttive CITES per il pappagallino barrato e per approfondimenti su tale specie
Visitate il sito:  ilBarrato


 

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