Il Forpus Coelestis è indubbiamente la specie più diffusa tra quelle del genere Forpus, ma si tratta comunque di un uccello relativamente poco diffuso in Italia, considerata la sua grande adattabilità alla vita in cattività e il fatto che se giustamente abituato è un uccello particolarmente adatto ad essere un animale domestico da compagnia. E’ un pappagallo particolarmente robusto che si riproduce con una relativa semplicità e che considerata la sua taglia ridotta ha bisogno di spazi relativamente limitati specie se confrontati con quelli che necessitano molti psittacidi, famiglia al quale il genus Forpus appartiene. E’ un pappagallo anomalo anche in termine di rumorosità, essendo abbastanza silenzioso e emettendo dei suoni non sgradevoli. In oltre come si può evincere dalla sezione mutazioni è reperibile in diverse e affascinanti mutazioni. Ciò nonostante non è facilmente reperibile in commercio, si può trovare solo in uccelliere specializzate nella vendita di pappagalli o meglio dagli allevatori che a dire il vero a mio avviso non sono molto numerosi. Anche alle mostre ornitologiche non è generalmente molto rappresentato. La sua diffusione è però ad avviso di chi scrive in netta crescita negli ultimi anni, anche se riteniamo che non abbia ancora la diffusione che meriterebbe.
Alimentazione
Noi forniamo un alimentazione che si basa prevalentemente su un mix di semi per parrocchetti e inseparabili al quale vengono aggiunte delle moderate quantità di semi di girasole e di niger nella stagione invernale, offriamo anche un pastoncino specifico particolarmente ricco di principi nutritivi, e periodicamente somministriamo frutta (pera, mela, ed altre), verdura (zucchine, catalogna, peperoni, radicchio, verza, carota, lattuga, ed altre) e spighe di panico. Lasciamo l’osso di seppia, il blocchetto di sali minerali e il gritt sempre a disposizione. Forniamo inoltre saltuariamente semi germogliati e legumi bolliti (minimo per un ora con l’accortezza di levarli prima che facciano delle pericolose muffe) e un mix multivitaminico idrosolubile, e naturalmente acqua fresca e pulita sempre a disposizione. Abbiamo osservato che non tutti gli esemplari gradiscono questa alimentazione e molti si limitano a mangiare solo alcuni semi del mix che gli viene somministrato, questo accade soprattutto con gli esemplari che non vengono abituati dalla nascita ad un alimentazione variegata. Ovviamente l’alimentazione che noi forniamo non è l’unica possibile ne costituisce necessariamente la dieta più equilibrata e corretta possibile, abbiamo però riscontrato che con questa dieta gli uccelli nel nostro allevamento godono di un ottimo stato di salute. Riteniamo una valida alternativa l’alimentazione con estrusi o pellettati con il quale alimentiamo alcune coppie del nostro allevamento, questo tipo di alimento a volte non è accettato di buon grado e il passaggio a questo tipo di alimentazione può risultare in alcuni casi molto complesso.
Alloggiamento
Ben si adattano alla vita in gabbie anche di modeste dimensioni, almeno 60 * 35 * 40, suggerisco però gabbie a sviluppo orizzontale (classico parallelepipedo) di maggiore dimensione, almeno 90 * 90 * 40. I Forpus sono
animali molto territoriali e spesso molto aggressivi verso i simili di specie diverse o della stessa specie ma di sesso diverso e a volte persino verso i simili della stessa specie e di sesso diverso. Per cui si consiglia di introdurre in una gabbia solo due esemplari di sesso diverso e di monitorare attentamente l’affiatamento dei due nelle prime ore in cui vengono introdotti nella nuova “abitazione”. Nei Forpus Coelestis non sono infatti del tutto inusuali delle liti particolarmente cruente che possono anche portare gravi conseguenze. Si possono introdurre più esemplari in una voliera, personalmente preferiamo, visti alcuni precedenti cruenti, mettere unicamente nelle voliere esemplari di forpus coelestis dello stesso sesso e giovani non ancora maturi sessualmente. Devono essere tenuti al riparo dalle correnti e dagli sbalzi di temperatura, se ben acclimatati possono resistono bene anche a temperature rigide, persino di qualche grado sotto lo zero, ma consigliamo però temperature sempre superiori ai 5° C, allo stesso modo non dovrebbero essere esposti direttamente ai raggi del sole senza avere una possibilità di riparo.
Riproduzione
Il forpus coelestis è un pappagallo che può dare grandi soddisfazioni anche ad allevatori neofiti, si riproduce infatti con una relativa semplicità, e i forpus coelestis sono generalmente ottimi allevatori che riescono ad allevare senza grossi problemi anche un numero elevato di pullus. Quanto precedentemente detto non deve però generare la falsa convinzione che sia sufficiente mettere insieme due esemplari di sesso diverso sessualmente maturi per ottenerne la riproduzione, tanti sono gli ostacoli che si possono interporre sulla strada della riproduzione e a volte anche dopo aver avuto il lieto evento delle nascite si può registrare qualche giorno dopo la cogente delusione della morte infantile dei pullus. Ma con un po’ di fortuna non è neanche inusuale ottenere degli eccellenti risultati. Siamo del parere però, che la fortuna vada aiutata, per cui ci sono una serie di accorgimenti che crediamo possano aumentare le probabilità di accrescere la popolazione dei forpus coelestis:
Scelta dei riproduttori. La prima è più banale cosa da fare è quella di essere certi di acquistare un maschio è una femmina, la cosa è abbastanza banale perché il dimorfismo sessuale è abbastanza evidente, eccezion fatta per gli esemplari nella mutazione albino (blu + NLS Ino). La seconda cosa da fare è quella di acquistare degli esemplari in buone condizioni di salute apparenti, meglio scartare uccelli con un piumaggio che non sia in un buono stato e uccelli che stanno più o meno immobili in un lato della gabbia. Si consiglia di non accoppiare soggetti con un forte legame di consanguineità, e quindi preferibile acquistare da chi è in grado di darci questo tipo di garanzia. E consigliabile non accoppiare soggetti in muta.
Accoppiamento. I forpus coelestis raggiungono la maturità sessuale intorno all’anno di età, ma in alcuni casi questo può accadere anche a 6 mesi, noi suggeriamo di accoppiare soggetti che abbiano almeno 15 mesi di vita.
Nido. Per stimolare la riproduzione è necessario dotare la coppia di un nido, e isolarla in una gabbia o voliera. I forpus coelestis infatti sono particolarmente aggressivi nel periodo che precede la riproduzione per cui la riproduzione in colonia è sconsigliata. Per quanto riguarda la scelta del nido, si consigliano nidi in legno a cassetta indifferentemente a sviluppo orizzontale o verticale, ma che abbiano una superficie della base di almeno 170 cm quadrati e uno dei due lati della base lungo almeno 13 cm, questo per evitare problemi di sovra affollamento del nido. Noi mettiamo nel nido un leggero strato di trucioli per conigli, possono essere utilizzati anche altri materiali, comunque non è opportuno eccedere nelle quantità.
Periodo riproduttivo. Come per tanti altri uccelli, sono condizioni importanti, il clima (non freddo ma nemmeno troppo caldo), la lunghezza delle giornate e l’abbondanza del cibo. Il periodo più indicato è dunque la primavera, dalla fine di marzo a giugno e l’autunno, da settembre a ottobre. Se però si alleva in dei locali al chiuso, le condizioni ideali possono artificialmente essere riprodotte durante tutto l’anno. Consigliamo la riproduzione, un massimo di due volte durante l’anno per evitare troppo stress e affaticamento alle femmine.
Corteggiamento e riproduzione. Le coppie affiatate, in tempi brevi perlustrano il nido, normalmente è il maschio il primo, immediatamente seguito dalla femmina, dopo di che inizierà il vivace corteggiamento del maschio cha a volte può essere anche violento, specie se non gradito dalla femmina. La deposizione avviene alcuni giorni dopo l’accoppiamento, vengono deposte dalle 4 alle 10 uova con una media di 5/6 uova, le uova vengono generalmente deposte a giorni alterni e covate a partire dalla deposizione del secondo uovo. In realtà ci è capitato di vedere uova deposte giornalmente o con cadenza di 5 giorni. La schiusa avviene di norma 21 giorni dalla deposizione.
Anello. L’anello va posto a partire dal 8 giorno di vita, noi generalmente lo mettiamo intorno al 10°, 12° giorno di vita, ma dipende dalla mole dei pullus, per cui è necessaria una certa esperienza per evitare di trovarsi a provare ad inanellare dei pullus quando ormai è troppo tardi.
Svezzamento. I piccoli sono completamente impiumati ed effettuano le prime escursioni fuori dal nido intorno ad 1 mese, 1e mezzo di vita, questa fase è particolarmente delicata in quanto spesso dopo qualche tempo vengono presi di mira dal padre, specialmente i giovani maschi, bisogna avere un buon tempismo nel separarli dai genitori. Qualora non siano ancora capaci di nutrirsi ma subiscano delle pericolose aggressioni da parte del padre, la soluzione può essere quella di isolare il padre sino a quando non siano totalmente svezzati. Normalmente, dopo 10/20 giorni dall’abbandono del nido e intorno ai 2 mesi di età i forpus sono indipendenti.