| I Pappagalli e il CITES |
|
|
| Scritto da ParrotFactory | ||||
Attualmente, sono molto pochi i pappagalli che non necessitano di certificazione CITES. Ad esempio, tra i più noti, ne sono esenti i Pappagallini Ondulati, le Calopsitte, gli Inseparabili Roseicollis e i Parrocchetti dal Collare. Stilare un elenco preciso può essere fuorviante, dal momento che la costante osservazione della popolazione animale permessa da queste normative, permette di includere o escludere specie di anno in anno. Molto spesso, quindi, ignari acquirenti comprano pappagalli sprovvisti del regolare certificato CITES, di fatto esponendosi a rischi anche penali. Cercheremo quindi di far comprendere come nasce e cosa comporta la certificazione CITES. Anzitutto, l’allevatore che intende far riprodurre esemplari inclusi negli elenchi CITES deve munirsi di due cose fondamentali: l’iscrizione alla FOI (Federazione Ornicoltori Italiani) che si effettua iscrivendosi ad una delle numerose Associazioni Ornitologiche presenti su tutto il territorio nazionale e da diritto a ricevere un numero unico di iscrizione al registro allevatori e la possibilità di ordinare anellini personalizzati di cui parleremo più avanti. Successivamente va richiesto al Corpo Forestale dello Stato il Registro CITES, dove si annoteranno acquisti, vendite, cessioni gratuite, nascite, morti, fughe e furti dei nostri animali. Supponiamo ora che una coppia di pappagalli soggetti a CITES, come per esempio le Amazzoni, depongano delle uova. Ai nuovi nati, entro il decimo giorno di vita, andrà apposto un anello personalizzato con numero di iscrizione al Registro Nazionale Allevatori, l’anno di nascita e un numero progressivo unico. Ogni specie di pappagallo ha una misura di anello ben determinata nelle tabelle FOI e deve essere ordinato in anticipo e in multipli di dieci come spiegato sopra. L’anellino, con la crescita del pullo, diventerà inamovibile. Non appena inanellati, va compilata una denuncia di nascita e spedita all’ufficio più vicino del Corpo Forestale dello Stato, che dopo alcuni giorni lo rispedirà al mittente opportunamente vidimato e con un numero di protocollo stampato. E’ a questo punto possibile caricare nel registro CITES i nuovi nati, che potranno essere detenuti legalmente e/o venduti o ceduti annotando la cessione nel registro. Va tuttavia sottolineato come la normativa NON obblighi a porre un anellino FOI numerato, ma indichi un generico sistema di identificazione univoco e non rimovibile. Pensandoci bene, però, altri sistemi che rispecchino questi requisiti non sono così pratici e applicabili.
Appare chiaro come questo sistema permetta in tempo reale al Corpo Forestale dello Stato di conoscere con esattezza le “generalità” di ogni singolo animale presente nel territorio nazionale. Quando un animale viene ceduto, barattato o venduto, deve essere per legge accompagnato da un certificato di cessione ai fini CITES riportante le generalità del cedente e del nuovo proprietario, oltre agli estremi della denuncia di nascita o del precedente certificato di cessione. Qualsiasi eccezione a quanto previsto dalla normativa CITES è da considerarsi a tutti gli effetti un reato. Chiunque accampi pretesti per giustificare la mancanza di un certificato CITES sta di fatto esponendovi al rischio di pesanti sanzioni. Semplificando molto, potremmo dire che un pappagallo incluso negli elenchi CITES ma sprovvisto del certificato previsto dalla legge è equiparabile ad una vettura senza targa e senza libretto di circolazione. E’ quindi sempre bene accertarsi anzitutto che la specie di pappagallo che si sta per acquistare sia soggetta o meno a certificazione CITES, prestando attenzione a specie confondibili ad un occhio poco esperto, come Inseparabili Roseicollis e Inseparabili di Fischer. Evitare accuratamente esemplari soggetti a CITES non inanellati, anche se va specificato che in specie con una massa muscolare che lo consente, l’anello può essere integrato o sostituito con un microchip sottocutaneo. In questo caso, pretendete la lettura del microchip sul posto e la patch autoadesiva del codice a barre del microchip inserito. E’ opportuno ricordare che il certificato CITES può essere richiesto anche dai veterinari aviari, dagli uffici CITES doganali in caso di trasporto aereo nazionale o all’estero o anche nel caso non troppo raro di qualche vicino di casa che chiami il Corpo Forestale lamentando rumori molesti dei pappagalli che si detengono in casa sospettando o millantando maltrattamenti. Prestare attenzione al fatto che il certificato CITES si applica ad esemplari sia vivi che morti o parti di essi, quindi anche animali impagliati devono essere accompagnati da certificato CITES. Concludiamo invitando tutti gli appassionati a verificare con regolarità l’inclusione o l’esclusione delle specie di interesse dai vari allegati CITES.
Alcuni Links utili: Fac-Simile delle denunce di nascita e di cessione http://www.foi.it/CITES/cosa%20bisogna%20fare.htm Elenco Specie di Psittacidi con relative misure degli anellini http://www.foi.it/ANELLINI/Anelli%202008.doc Elenco degli uffici che rilasciano il registro CITES http://www.corpoforestale.it/WAI/serviziattivita/CITES/ServizioCites/UfficiCertificazione.html
|















